Shelly, Shorty, e quel braccio d'oro
 
 
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Shelly, Shorty, e quel braccio d'oro
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Shelly, Shorty, e quel braccio d'oro

 


di John Milner




Certe musiche restano testimoni non solo di un momento storico, ma anche di certi scenari legati a luoghi ed ambienti che la società moderna ha vissuto in un determinato periodo.
Il discorso puo' partire dal film "L'uomo dal braccio d'oro" (Man with the golden arm) di Otto Preminger, del 1955, un capolavoro in assoluto, che ebbe una lunga serie di riconoscimenti anche se più a posteriori: si parlava infatti di droga e l'opera era stata volutamente messa in ombra e non certificata dai vari enti cinematografici di Hollywood, secondo la consueta ipocrisia americana... Mancarono cosi' gli Oscar dopo le nomination, che sarebbero stati meritatissimi sia dall'interprete principale, uno strepitoso Frank Sinatra, sia dall' autore delle musiche, il geniale Elmer Bernstein.
Cio' comunque non impedì al film di restare una pietra miliare della storia cinematografica, con una colonna sonora altrettanto storica per quanto riguarda la parte jazzistica.

Anche per questa parte Bernstein aveva realizzato una partitura scritta e ne affido' l' esecuzione ai Giants di Shorty Rogers (che appare per un attimo nel film), con Shelly Manne alla batteria.

Il ritmare nitido di Shelly sui piatti via via si alterna o si accompagna alla forza del motivo dominante, eseguito dagli ottoni in un crescendo ossessivo che sottolinea le scene di maggior drammaticità, per poi proseguire in gran parte del film e lasciar posto anche a suoi eccellenti assolo.
Uno Shelly Manne protagonista quindi, scelta felice di Bernstein per legarla alla parte di Frankie Machine/Sinatra.
Poi subentra un tempo piu' lento e spunta in assolo la tromba di Rogers, con un effetto riverbero che potrebbe avere se suonata in una strada notturna e deserta. In quelle note ci sono le strade semi-deserte di ogni metropoli, i bar che stanno chiudendo, un'umanità in preda ai suoi sogni o alle sue ossessioni di quelle ore, un musicista che stanco improvvisa ancora in una sala vuota, gli anni '60 incipienti.
In Italia usci' in concomitanza con il film un 45 giri con quattro brani, tra cui il principale, "Clark Street", mentre nell' LP troviamo la colonna sonora completa, con l'altro brano chiave, "Frankie Machine". Accattivante e da annali dei manifesti la grafica della copertina.

 

 
 
   
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