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LA COPPA DEL JAZZ
Alla domanda se in Italia ci fu un periodo d'oro del jazz, la risposta è affermativa, anche se poi seguito da decenni di disaffezione. Per la verità disaffezione dalla buona musica! e non solo dal jazz. Perché quel periodo d'oro fu tale in Italia anche per altri generi musicali, e come! Non a caso, ripassando le interviste e le biografie dei grandi nostri autori e interpreti, scopriamo che quasi tutti passarono dal jazz, anzi, probabilmente non ne abbandonarono l'ascolto, scelsero solo altre vie espressive, congeniali alle loro personalità e scelte di vita. Dagli sdolcinati cantanti anni '50, ai formidabili " cantautori" genovesi, per non contare tutta la folta compagine dei compositori puri, tutti apprezzarono, suonarono o ascoltarono assiduamente la musica afro-americana.
Tra i musicisti jazz ci furono senz'altro i più professionali e quelli rimasti in qualche modo buoni dilettanti. I poli erano Milano, Roma, l'Emilia e Genova, dove non solo operavano con seguito le piccole band di jazz classico, ma dove strumentisti di grande valore abbracciarono tutte le forme e gli stili successivi.
Quanto al pubblico, la passione c'era, e come ! e, seppur marginale, c'era anche un certo appoggio del potere.
Un evento polarizzante che contribuì alla diffusione fu nel 1960 " La coppa del jazz", una competizione radiofonica tra complessi italiani che rimase unica nella nostra storia. Un evento che, già in epoca televisiva, seppur da poco iniziata, induceva ogni appassionato a incollarsi ai vecchi apparecchi radio puntualmente e spesso a registrare la trasmissione con i primitivi attrezzi dell'epoca. Alla competizione si erano iscritti ben 80 complessi, tra cui ne vennero scelti 17, cifre che danno un’idea di quanti in un modo o in un altro seguissero la musica afro-americana. Da considerarsi un' iniziativa rilevante e unica anche a livello internazionale. Dagli scadenti altoparlanti delle radio del periodo, a mezza serata, apriva come siglia " Take the A train " di Ellington, e l'appassionato poteva deliziarsi con l'ascolto di band che, dalla provincia o dai paesi, non avrebbe mai avuto l'occasione di conoscere e apprezzare.
La competizione si ripete' per altri due anni, che comprendiamo nel periodo d'oro italiano del jazz, un periodo in cui quasi tutti i grandi del jazz passavano per l'Italia, entusiasmando grandi platee e riempiendo i teatri.
Contribuì non poco ad accendere gli entusiasmi per il jazz in Italia anche la vicenda personale di Chet Baker, i cui risvolti mediatici contribuirono non poco alla cattura di folle di appassionati del West Coast, e di tutto ciò che allora veniva definito " jazz moderno". Anche l'Italia, al pari della Francia ( che a noi piace definire " la seconda patria del jazz"), nonostante non potesse annoverare platee trabordanti, ebbe il suo posto nella storia della musica afro-americana .
I gruppi partecipanti alla Coppa del Jazz
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